Come difendere il patrimonio familiare

Il Trust (letteralmente “fiducia”) è un istituto del diritto anglosassone, ormai da tempo riconosciuto anche in Italia. Con esso un soggetto affida un certo bene o un patrimonio ad un amministratore, che lo gestisce a favore di un beneficiario. I creditori dei primi due soggetti non possono aggredire quanto conferito nel trust: si parla pertanto di “segregazione patrimoniale”.

Più o meno, ma con sostanziali differenze, lo stesso scopo viene raggiunto con l’istituzione di un fondo patrimoniale. I coniugi (ma anche un soggetto terzo) possono destinare determinati beni al soddisfacimento delle necessità familiari. Non è possibile iniziare un’esecuzione forzata sul fondo patrimoniale per debiti estranei ai bisogni della famiglia, e come tali conosciuti al creditore.

Solo la famiglia unita in matrimonio può costituire un fondo patrimoniale.

 

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Tuttavia, nulla vieta che una famiglia di fatto possa ricorrere al trust, sempre che sia perseguito un interesse meritevole di tutela, e non la mera esigenza di sottrarre ai creditori il proprio patrimonio. In altre parole, col trust devono essere perseguite quelle garanzie e tutele tipiche della solidarietà familiare.

Anche chi è sposato potrà costituire un trust che superi le limitazioni imposte dalla legge al fondo patrimoniale, quali, ad esempio, lo scioglimento dello stesso per divorzio o morte di uno dei coniugi, o l’inclusione nel fondo solo di alcune categorie di beni.